partenze

 Questa mattina, saranno state le sei e trenta, sbircio dalla finestra per annusare la giornata e scoprire cosa indossare per correre al lavoro. Passa la signora Anna, quella del quinto piano, con il marito. Non sono più giovani, i signori Labranca, così mi domando: chissà da dove tornano due pensionati all'alba di domenica 5 gennaio. Preparo la colazione e rifletto, ci vuole poco a indovinare: hanno accompagnato la figlia in aeroporto. La giovane l'ho incontrata alcune volte in ascensore durante queste vacanze natalizie, come sempre è tornata in Sicilia per stare con i genitori e adesso sarà ripartita.Che tristezza pensare ai tantissimi giovani che  hanno abbandonato la nostra cittadina. Chi sta studiando e spera di poter tornare, chi non vuol più vivere qui perchè si è abituato alla vita più civile di altri luoghi, chi ha finalmente trovato lavoro e spera di costrire un futuro. Quanta sofferenza  per i genitori di questi ragazzi. Che dolore dover dire: ciao, ci vediamo a Pasqua! Che strazio sentire: mamma, papà perchè non volate voi a trovarmi che io con il lavoro non ho modo di spostarmi?
Genitori contenti per i figli che hanno finalmente un lavoro dignitoso o che, conseguita la laurea, lo troveranno.  Madri che nascondono la propria sofferenza dietro la consapevolezza che  i loro bambini, ormai adulti, riusciranno a realizzare i sogni e così mettono in un angolino il desiderio di un abbraccio e di un bacio accontentandosi di una videochiamata whatsapp.

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