Il gatto e il topo

Tranquillamente sdraiata sul divano, mi godo un filmetto avvincente.
Suonano alla porta, sono mezza svestita e penso: - non apro!
Suonano ancora.
Sono costretta ad alzarmi per aprire,  sarà un   inquilino  del palazzo, ma devo rendermi presentabile.
 Il campanello suona in modo insistente - drin, drin, drin drin, driiin driiiinnn driiiinnn
 Entro nel panico: - sarà qualcosa di grave, qualcuno sta male.
 Guardo dallo spioncino ma non si vede nulla.
 Sarà un tranello, un ladro, un assassino?
 Chiedo, spaventatissima, - chi è?
Risposta: - Antonella
Mi chiedo: - Antonella chi?
Apro comunque uno spiraglio e capisco che Antonella è la ragazza del quinto piano.
Le chiedo: - che succede?
Lei, agitata, forse più di me, risponde: - Signora! Ero affacciata ed è passato il gatto con un topo in bocca, ha scavalcato la recinzione ed è entrato da lei.
- Ahhhh, chissà che mi pareva!
Vorrei dirle: - era necessario suonare così per il gatto che ha catturato un topo?
Ma considero la sua apprensione e la sua solerzia e le dico - Grazie.
Fugge via di corsa come se il topo dovesse uscire dalla mia porta ed inseguirla su per le scale.
A questo punto controllo se il gatto, Turiddu, ha lasciato il topo in balcone, come segno di gratitudine per il cibo che giornalmente gli offro.
Apro con circospezione ma non c'è traccia. Giro dall'altro lato  e, nell'angolino del giardino,  scorgo Turiddu impegnato a sbafarsi la sua cenetta.
 Chiudo e torno sul divano.
 Ho perso un pezzo di film e ho ancora il cuore a mille per quella suonata di campanello che aveva senso se fosse scoppiato un incendio.

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