Mamma
Se fossi qui, ancora con me, non verresti a casa mia. Non sopporteresti il gatto, le sue effusioni e i peli che svolazzano per casa.
Mi rimprovereresti, mamma.
Mi par di sentire le tue parole: mah, da dove ti è venuta questa passione per gli animali!
Certo tu non li sopportavi, non posso dimenticare il tuo terrore per le colombe e anche, incredibile, per le galline.
Eppure a casa nostra qualche animale lo ricordo. Non un gatto nè un cane.
Ma diversi cardellini, la loro gabbietta e tu impegnata ad accudirli.
E poi, quando ero un poco più grande, ricordo i pesciolini. Quelli rossi classici, acquistati nelle fiere di paese e in particolare uno nero.
Ti ricordi, mamma? Certo era uno strano pesciolino: saltava. Sì, saltava così in alto che usciva dalla vaschetta.
Ricordo che più d'una volta lo raccogliemmo da terra e, una volta ributtato nell'acqua, lui riprendeva subito a nuotare. Scoperta la sua passione per il volo, per salvargli la vita, avevamo coperto la vasca.
Un giorno eravamo uscite e al ritorno la vaschetta era vuota e la copertura spostata.
Povero pesciolino, lo cercammo e lo trovammo ormai morto dietro il mobile.
Era riuscito, non capimmo mai come, a spostare la copertura ed aveva fatto l'ultimo salto.
Sai mamma, anche il mio gatto è morto. Avvelenato.
Penso a te, al gatto, al pesciolino nero...
Ciao mamma
Due novembre 2018
Mi rimprovereresti, mamma.
Mi par di sentire le tue parole: mah, da dove ti è venuta questa passione per gli animali!
Certo tu non li sopportavi, non posso dimenticare il tuo terrore per le colombe e anche, incredibile, per le galline.
Eppure a casa nostra qualche animale lo ricordo. Non un gatto nè un cane.
Ma diversi cardellini, la loro gabbietta e tu impegnata ad accudirli.
E poi, quando ero un poco più grande, ricordo i pesciolini. Quelli rossi classici, acquistati nelle fiere di paese e in particolare uno nero.
Ti ricordi, mamma? Certo era uno strano pesciolino: saltava. Sì, saltava così in alto che usciva dalla vaschetta.
Ricordo che più d'una volta lo raccogliemmo da terra e, una volta ributtato nell'acqua, lui riprendeva subito a nuotare. Scoperta la sua passione per il volo, per salvargli la vita, avevamo coperto la vasca.
Un giorno eravamo uscite e al ritorno la vaschetta era vuota e la copertura spostata.
Povero pesciolino, lo cercammo e lo trovammo ormai morto dietro il mobile.
Era riuscito, non capimmo mai come, a spostare la copertura ed aveva fatto l'ultimo salto.
Sai mamma, anche il mio gatto è morto. Avvelenato.
Penso a te, al gatto, al pesciolino nero...
Ciao mamma
Due novembre 2018
Commenti
Posta un commento